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Animazione nr.6
Animazione. 7
Animazione nr. 8
Animazione nr. 9
A queste funzioni generali si aggiunga l'uso del grassetto (Bold) per il testo, nel caso in cui si voglia dare maggior peso ad una parola o ad una frase e la funzione della regolazione della grandezza carattere, per favorire chi ha problemi di vista. Archiviazione dei dati Riguardo al salvataggio del colloquio o della seduta virtuale, c'e' da dire che attualmente non e' proponibile la conservazione della seduta qualora si sia fatto uso di microfono o di webcam, poiche' a livello tecnico non e' ancora affidabile una procedura simile e nemmeno praticabile per ragioni di quantita' di dati da registrare. Quando invece il colloquio si e' mantenuto nella forma scritta (con o senza gli ausili delle notazioni emotive) allora e' possibile immaginare due forme di salvataggio, una per il cliente, essenziale, e una per il terapeuta, la piu' completa possibile, che visto il carattere sperimentale della terapia ha sicuramente bisogno di riprodurre la seduta in modo piu' fedele. Prima di descrivere le due forme di salvataggio e archiviazione e' bene segnalare un'altra possibilita' tecnica che il terapeuta dovrebbe avere a disposizione durante la seduta:
Tecnicamente e' pensabile che ci sia un campo di note, solo per il terapeuta, tale che l'inserimento e l'invio si trasformino in aggiunte al testo della seduta, nel punto preciso relativo al momento in cui il terapeuta digita il testo di nota. Queste note non saranno visualizzate dall'interlocutore, mentre il terapeuta le ritrovera' sia scorrendo il campo di testo della seduta, sia durante la riproduzione off line della seduta registrata. Animazione nr.10 A questo punto e' possibile descrivere le forme di registrazione della seduta. Il paziente/cliente avra' l'opportunita' di salvare sul proprio computer la seduta trascritta in formato di testo, con l'aggiunta delle espressioni emotive. I simboli grafici (emoticons) utilizzati possono essere rappresentati direttamente come immagini, e in questo caso il formato del file dovra' supportare il testo e le immagini (ad esempio nel formato HTML) oppure si convertira' la seduta in formato testo (spesso nei messenger attuali viene usato il formato RTF) e in questo caso si potrebbe utilizzare un carattere (font) che restituisce tramite icona la notazione emotiva utilizzata (ad esempio il carattere "caricature" offerto dal messenger "C6"), oppure ci sara' bisogno di una procedura che converta l'immagine, usata durante il colloquio, in descrizione testuale. Ad esempio la faccina sorridente diventerebbe un "[sorride]" in aggiunta al testo, nello stesso punto dove era stata inserita la faccina. Il paziente avrebbe modo di rileggere la seduta e di riflettere sui contenuti emersi, utilizzando questo comodo ausilio per le elaborazioni tra una seduta e l'altra. Il salvataggio potrebbe essere sia automatico alla fine di ogni seduta sia ad intervalli parziali (gestito dal Timer), che su richiesta manuale del paziente. Per il terapeuta, fermo restando la possibilita' di salvare il colloquio nella forma veloce ed essenziale gia' descritta per il paziente e stampabile, sarebbe opportuno offrire anche la possibilita' di ripetere la cadenza delle frasi, le pause, i ritmi, le informazioni circa i tempi di scrittura, di non scrittura e di invio. In tal modo e' garantita la ripetizione di certe sfumature, come le perplessita', l'impeto, lo stato umorale (apparente almeno), ecc. Per rendere possibile questo processo bisogna predisporre un sistema che registri durante la seduta, a tempo, lo scorrimento della seduta, provvedendo al salvataggio ad ogni evento che si generi, appuntando il tempo (tratto dal timer) della genesi di ogni evento. Cosi' off line il terapeuta potra' mandare il replay della seduta, che scorrera' esattamente con i ritmi e tempi effettivamente svoltisi in seduta, offrendo la lettura delle frasi, delle aggiunte, e delle notazioni, nello stesso modo e tempo con cui sono state digitate durante la seduta e sara' piu' fedele l'osservazione e la comprensione dell'evento (Animazione nr. 11). E' pure possibile immaginare, risvolto interessante se ritenuto accettabile, che l'opzione di osservazione della lettura totale dei caratteri digitati dell'utente (cioe' quanto digitato anche se poi non inviato per cancellazione), sia nascosta durante la seduta (per non condizionare il terapeuta, che deve attenersi comunque a cio' che il paziente ha voluto inviare), ma visibile durante il replay, in modo che il terapeuta possa rendersi conto degli ulteriori pensieri che il paziente ha generato pur decidendo di non inviare. In ogni caso il replay off line della seduta conterrebbe anche le notazioni personali del terapeuta, ancorate al testo della seduta. Animazione nr. 11 Il Messenger come modulo di una suite Anche se non strettamente necessario, il prodotto salvato di una seduta dovrebbe integrarsi con un programma preposto all'archiviazione della seduta, alla rilettura dei replay di altre sedute, all'inserimento dei dati di un paziente, di un diario clinico, ecc. all'interno di un pacchetto di programmi offerti opportunamente dalla comunita'. Non e' questo l'ambito per descrivere le caratteristiche generali di un programma di archiviazione per dati di sedute e consulenze, ma bastera' dire che dovrebbe prevedere forme di archiviazione privata per il singolo professionista, dove i dati del paziente vengono conservati in modo protetto, e allo stesso tempo dovrebbe permettere la genesi delle riflessioni e osservazioni, o descrizioni di dinamismi virtuali di una seduta o colloquio virtuale, tali da permettere l'interscambio e la costituzione di archivi consultabili da tutta la comunita' degli sperimentatori. Il Messenger all'interno della comunita' Off line il terapeuta dovrebbe trovare, nelle opzioni del messenger, quelle utility programmate per visualizzare le news scaricate dalla comunita', editare osservazioni e rispondere a questionari emessi dalla comunita'. On line dovrebbe avere l'opportunita' di inviare i propri contributi, contattare con quickmessage colleghi per avviare eventuali sessioni di chat generiche in room o in scambi privati. Le particolarita' tecniche offerte per le sedute e i colloqui descritte piu' sopra, pur restando a disposizione anche all'interno della comunita' per eventuali sedute di supervisione o terapie tra colleghi, dovrebbero essere distinte dal semplice uso dalla chat intesa come punto di ritrovo per chiacchiere tra colleghi. Il messenger potrebbe dunque riservare l'accesso alle funzioni semplici di chat (tra colleghi, per room o chat private, senza particolari ausili se non quelli generici per le notazioni emotive, audio video e scambio di file, con salvataggi tradizionali) e offrire un separato accesso alle funzioni di consulenza psicologica e seduta virtuale, con l'opportunita' della riproduzione completa dell'evento. Il messenger dovrebbe essere in grado di visualizzare menu, sezioni e sottosezioni del sito Internet di riferimento della comunita', in modo tale che sia possibile con un semplice click attivare le pagine su Internet dove sono dettagliatamente diffusi articoli, consigli tecnici, approfondimenti teorici, ecc. Qualsiasi nuova implementazione di aggiornamenti, di nuove funzioni, di correzioni di errori o di malfunzionamenti potrebbe avvenire in modo automatico e uguale per tutti, in modo che tutti gli sperimentatori abbiano sempre uno strumento affidato e aggiornatissimo. Conclusioni Questa assai generica presentazione di una comunita' virtuale di studiosi della Relazione Virtuale e del prototipo dello strumento operativo, il Messenger, necessario per una sperimentazione seria e controllata, dovrebbe, a mio avviso, vedere la sua nascita sotto le ali dell'ufficialita' e non come iniziativa personale di associazioni o di un gruppo di eroici pionieri, amanti di Internet e di Psicologia. L'investimento necessario per realizzare tecnicamente questo tipo di progetto, rappresentato in questo articolo solo come affresco, con le garanzie di efficacia e affidabilita' nonche' di protezione che necessita, richiede l'accordo sinergico dei vertici di chi governa le attivita' degli psicologi e di chi gestisce i fondi per la ricerca, poiche' solo costituendo una comunita' dedicata, aperta a tutti gli psicologi iscritti all'albo degli psicologi selezionati dalla comune volonta' di sperimentare scientificamente la Relazione Virtuale nel rispetto di certe norme, si potra' raggiungere nel miglior modo possibile accordi di base ampi e ben strutturati, sufficienti a generare i principi validi per l'autorizzazione, regolata, dell'attivita' psicologica e psicoterapeutica in ambito virtuale. vedi parte 1 Giuseppe Vadala' |
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