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Gioco d'azzardo Neuropsicologia

Dipendenza da gioco d'azzardo e alterazioni cerebrali: nuova correlazione

Giappone: studio dell'Università di Kyoto mostra alterazioni nel meccanismo che gestisce la flessibilità cognitiva nei giocatori d'azzardo

A cura di: Redazione

Kyoto, Giappone. La tendenza tipica dei giocatori d'azzardo a continuare a giocare anche quando stanno perdendo potrebbe essere dovuta ad una scarsa capacità di adattamento a nuove situazioni, provocata da alterazioni nelle attività di un'area del cervello coinvolta nella regolazione della flessibilità cognitiva.

A mostrare questa correlazione un nuovo studio pubblicato il 4 Aprile 2017 sulla rivista Translation Psychiatry, condotto presso l'Università di Kyoto dal team del Dottor Hidehiko Takahashi, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Inage-Ku (Giappone).

Premesse dello Studio. La dipendenza da gioco d'azzardo è nota come un disordine mentale per via del quale il soggetto colpito opta per scelte rischiose anche quando queste possono provocare conseguenze negative. Vari studi di neuroimaging nel corso del tempo hanno mostrato come queste persone presentino alterazioni a livello cerebrale, in modo particolare in quelle aree coinvolte negli stimoli associati al meccanismo di ricompensa (striato ventrale) e nell'elaborazione del rischio (corteccia prefrontale ventromediale).

Recenti studi di neuroscienza, inoltre, hanno suggerito come la tendenza al rischio sia un parametro in realtà flessibile e collegato al contesto: facciamo scelte, infatti, valutando le probabilità di successo a seconda del livello di rischio tollerabile; in base alle circostanze, poi, effettuiamo degli adeguamenti, cioè "ci adattiamo".
In uno studio precedente lo stesso team dell'Università di Kyoto aveva notato come soggetti sani mostrassero un utilizzo strategico dell'attitudine al rischio: in un compito di gioco suddiviso in più fasi, le persone sane avevano scelto strategie sicure o rischiose a seconda delle circostanze (dei livelli di rischio, se tollerabile o meno). Analizzando le loro funzioni cerebrali con una risonanza magnetica, gli studiosi avevano visto come in quelle scelte avesse avuto un ruolo cruciale la corteccia prefrontale dorsolaterale, cioè quella parte del cervello responsabile della flessibilità cognitiva, grazie alla quale è possibile adattare il proprio comportamento alle situazioni.

Partendo da queste premesse, i ricercatori nipponici hanno deciso allora di condurre una nuova ricerca per verificare se la tendenza dei giocatori d'azzardo ad effettuare scelte rischiose anche quando dovrebbero evitarle non sia dovuta proprio ad una loro scarsa capacità di valutare il rischio e adattare il proprio comportamento alle situazioni, quindi a disfunzioni nella corteccia prefrontale dorsolaterale.

Sviluppo della ricerca. Per l'indagine gli scienziati hanno analizzato un totale di 50 persone suddivise in due gruppi:

I partecipanti sono stati invitati ad eseguire un'attività di gioco multistep, durante la quale dovevano guadagnare crediti facendo scelte di gioco successive.
Per misurare il livello di desiderio soggettivo di giocare e l'impulsività, i ricercatori hanno somministrato ai soggetti questionari auto-riferiti quali il GACS (Gambling Craving Scale) e il BIS/BAS (Behavioral Inhibition/Avoidance Scales).
Durante la sessione comportamentale, infine, le loro attività cerebrali sono state studiate attraverso una risonanza magnetica funzionale.

Risultati. Dalle analisi è emerso come le scelte rischiose effettuate dal gruppo dei giocatori d'azzardo (GD) non fossero collegate al livello di desiderio auto-segnalato (quindi al punteggio GACS) né all'impulsività (punteggio del BIS/BAS), bensì ad un'attività minore della corteccia prefrontale dorsolaterale. Per questo motivo i soggetti con dipendenza da gioco avevano una scarsa capacità di valutare correttamente i rischi e di adattare di conseguenza il proprio comportamento alle situazioni.

Conclusioni. Per i ricercatori giapponesi i risultati ottenuti con questa ricerca mettono in evidenza un nuovo meccanismo nell'assunzione anomala del rischio da parte delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo.

Fonte:
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L'articolo «Dipendenza da gioco d'azzardo e alterazioni cerebrali: nuova correlazione» è stato pubblicato nel N° 136 della Newsletter.

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