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Depressione Disturbi

Depressione prenatale: giovani donne di oggi sembrano essere più a rischio

Regno Unito. Studio analizza la depressione prenatale confrontando due generazioni

A cura di: Redazione

Bristol, Regno Unito. Le giovani donne in gravidanza al giorno d'oggi hanno una maggiore probabilità di soffrire di depressione rispetto al passato, ovvero a quando ad essere incinta erano le loro madri.
È ciò che afferma uno studio condotto dall'Università di Bristol sotto la guida della Dott.ssa Rebecca M. Pearson*, pubblicato il 13 Luglio sulla rivista online JAMA Network Open.

Premesse dello studio. Con il termine "depressione prenatale" si indica quella patologia di cui una donna può soffrire mentre sta affrontando una gravidanza. Si tratta di una condizione abbastanza comune: in passato - dicono gli studiosi di Bristol - si è parlato di una percentuale di donne colpite compresa tra il 10 ed il 15%, dunque simile a quella di chi soffre di depressione post - partum.
La depressione prenatale può provocare importanti conseguenze sia nella madre che nel nascituro e spesso i suoi sintomi durano anche dopo il parto, aggravando la situazione. È associata a problemi comportamentali e cognitivi e difficoltà emotive per il bambino.

A prescindere dalla gravidanza, negli ultimi anni - continua lo studio - sono aumentati il numero di prescrizioni di antidepressivi e la tendenza a rivolgersi al servizio psichiatrico, ma non è ancora chiaro se questo sia dovuto ad un aumento effettivo dei casi di depressione, ad una maggiore attenzione verso la propria salute mentale o a entrambe le motivazioni.
Sembra che gli stati depressivi colpiscano soprattutto le giovani donne, in modo particolare tra 19 e 24 anni. Ipotizzando che questa tendenza possa riflettersi anche durante una loro gravidanza, il team di Bristol ha deciso allora di mettere a confronto la prevalenza di depressione prenatale dei nostri giorni con quella della generazione precedente.

Metodologia e sviluppo della ricerca. Per lo studio sono stati analizzati e confrontati i sintomi depressivi prenatali presenti nelle partecipanti all'Avon Longitudinal Study of Parents and Children (ALSPAC)*.
Tra il 1990 ed il 1992 l'ALSPAC ha reclutato donne incinta ed ha iniziato a seguirle.

Per questo studio sono state confrontate le informazioni relative alla depressione in due gruppi specifici:

Entrambi i gruppi provenivano dalla stessa area geografica e rientravano nella fascia d'età che va dai 19 ai 24 anni.

Le informazioni sui sintomi depressivi sono state raccolte utilizzando metodi identici per entrambi i gruppi di studio. Nello specifico, l'umore di queste donne è stato misurato sia durante che dopo la gravidanza attraverso l'utilizzo dell'EPDS, la Scala di Edimburgo o Scala di autovalutazione per la Depressione post - partum.
I valori della scala vanno da 0 a 30: un punteggio uguale o maggiore di 13 indicava la presenza di umore depresso.

Attraverso i questionari è stato possibile ottenere informazioni sulle partecipanti, come età, abitudine al fumo e assunzione di alcol durante la gravidanza, livello di istruzione, ecc.
Gli studiosi hanno voluto anche verificare se la depressione prenatale nelle ragazze del gruppo G1 dipendesse da un'eventuale depressione vissuta nel corso della gravidanza dalle loro madri.

Risultati.
Le analisi statistiche hanno permesso di arrivare ad una stima delle percentuali di donne colpite da depressione durante la gravidanza. Nel dettaglio, avevano ottenuto un punteggio EPDS superiore a 13:

Le giovani del secondo gruppo avevano registrato una probabilità di essere colpite da depressione nel corso della gravidanza il 51% in più rispetto a quella delle madri.
Anche apportando i dovuti correttivi per questioni come età, istruzione, indice di massa corporea, fumo, i risultati restavano pressoché simili.

Il consumo di alcol durante la gravidanza è stato simile nelle 2 generazioni.
Le giovani donne del gruppo G1 registravano, però, maggiori probabilità di avere livelli d'istruzione più avanzata rispetto alle madri e minori probabilità di fumare, ma erano anche più portate ad assumere antidepressivi.

Infine, la depressione prenatale sofferta dalle madri del gruppo G0 risultava associata a quella delle figlie del gruppo G1: le ragazze nate da donne che ne avevano sofferto mentre erano incinta, infatti, avevano registrato un rischio tre volte maggiore di soffrirne a loro volta in caso di gravidanza.
In generale, il 54% delle giovani donne nate da madri depresse mostrava di essere a sua volta depresso.

Conclusioni.
Per il team di Bristol lo studio mostra come la depressione prenatale sia in media il 51% più comune tra le giovani donne di oggi di quanto lo sia stata 25 anni fa per la generazione delle loro madri.
Qualora fosse confermato da altri studi un aumento della prevalenza anche della depressione prenatale, sarebbe importante dar vita a nuove ricerche attraverso le quali individuare quei cambiamenti avvenuti nella società che potrebbero averlo provocato.

In conclusione, per il gruppo della Dott.ssa Pearson, nonostante il presente studio abbia dei limiti come ad esempio il numero esiguo dei soggetti campione, è comunque importante in quanto i risultati ottenuti mostrano come sia necessario aumentare lo screening ed offrire un sostegno maggiore alle giovani donne in stato di attesa, al fine di contenere l'aumento di depressione prenatale e quindi ridurre le implicazioni che comporta per famiglie, operatori sanitari, società in generale.

Fonte
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L'articolo «Depressione prenatale: giovani donne di oggi sembrano essere più a rischio» è stato pubblicato nel N° 149 della Newsletter.

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