A cura di: Redazione
Trieste. Un team di studiosi composto da membri della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e dell'Università di Vienna ha fatto cadere lo stereotipo secondo il quale le persone affette da autismo sarebbero del tutto incapaci di provare empatia nei confronti degli altri.
Lo Studio dei ricercatori italiani e austriaci pubblicato lo scorso 29 Marzo 2016 sulla rivista online Scientific Reports dimostra, infatti, come i soggetti ai quali è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico non solo siano in grado di provare emozioni e prendere decisioni in base alle stesse, ma abbiano anche una tendenza ad evitare azioni dannose per gli altri più alta della media.
A tale scoperta si è giunti grazie ad una ricerca che ha puntato l'attenzione sulle scelte morali e sul ruolo che in esse rivestono empatia ed alessitimia (cioè la difficoltà nel riconoscere e descrivere le proprie ed altrui emozioni).
Secondo i neuroscienziati, il luogo comune che vede le persone con autismo come individui freddi e insensibili è dovuto ad un equivoco di fondo riguardante proprio l'alessitimia: le sue caratteristiche, infatti, sono state per lungo tempo associate con quelle del disturbo autistico, anche perché la sua presenza è stata riscontrata in circa il 50% dei casi di autismo.
In realtà l'alessitimia può manifestarsi anche in persone non autistiche e secondo i ricercatori non corrisponde ad una vero e proprio disturbo, bensì ad una caratteristica subclinica. Per tale motivo, durante lo studio sulle scelte morali sono state utilizzate particolari tecniche statistiche che hanno reso possibile analizzare separatamente gli effetti legati a tratti dell'alessitimia da quelli dovuti all'autismo.
La ricerca ha coinvolto due gruppi:
Nota: i gruppi (ASD e HC) presentavano un livello di QI paragonabile tra loro, mentre il livello medio di istruzione del gruppo di controllo era leggermente superiore.
Entrambi i gruppi sono stati sottoposti ad una serie di test e reattivi presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Vienna.
Argomento principale dei test sono stati i cosiddetti "dilemmi morali", ovvero situazioni in cui una persona deve effettuare una scelta
dalla quale dipenderà la vita altrui. Tipico esempio di dilemma morale è quello che vede un individuo costretto a decidere se
compiere o meno un'azione che provocherà la morte di una persona ma contemporaneamente salverà la vita di tante altre.
Le opzioni di scelta emerse dai test sono state di due tipi:
Un test che è stato utilizzato - ed è importante ai fini della ricerca - è il TAS (Toronto Alexithymia Scale): riesce a misurare il livello dei tratti alessitimici nella persona.
Gli esiti della ricerca hanno condotto gli scienziati a due risultati principali:
In conclusione: le persone affette da un disturbo dello spettro autistico sono capaci di avere risposte empatiche simili a quelle di chiunque altro.
L'articolo «Autismo ed empatia: cade lo stereotipo sulla presunta incapacità di provare emozioni» è stato pubblicato nel N° 126 della Newsletter.
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Un lavoro prezioso quello presentato, soprattutto per chi ignora moltissime cose dell'autismo, come me.
Grazie.