A cura di: Dott. Giuseppe Vadala'
Riassunto
Un notevole numero di psicologi e psicoterapeuti usa l'email quale mezzo di scambio virtuale, sia per comunicazioni personali che professionali,
tralasciando, per mancanza di tempo, di conoscenza o di occasioni, l'approfondimento dell'uso della Chat e dei programmi di Instant Messaging
(messaggeria istantanea). L'idea che la consulenza e la terapia virtuale possano essere sperimentate, regolamentate e autorizzate, passa anche
dalla conoscenza di questi strumenti informatici e del loro possibile uso proprio all'interno di un obiettivo terapeutico o di consulenza.
Questo articolo presenta un quadro generale di un prototipo di messenger preposto alla sperimentazione della Relazione Virtuale e descrive le funzionalita' di base che questo strumento dovrebbe offrire. L'obiettivo e' quello di suggerire ed orientare l'accesso alla sperimentazione attraverso la creazione di una comunita' di professionisti psicologi specificatamente dedicata a questo nuovo campo di studio. Il messenger offerto in dotazione agli iscritti di tale comunita' diventa cosi' anche lo strumento che da un lato garantisce il paziente circa gli operatori con cui interagira' e dall'altro aiuta il terapeuta nell'apprendimento delle tecniche e nello scambio delle esperienze nel campo della Relazione Virtuale.
Benche' sia possibile immaginare che una consulenza virtuale (intesa come colloquio in tempo reale e non breve scambio di email asincrone) o una terapia virtuale possano essere svolte tramite l'accordo di "ritrovarsi" presso una qualsiasi chat che offra su Internet la possibilita' di scrivere e leggere in tempo reale, e' senz'altro auspicabile e quasi necessario che il professionista psicologo psicoterapeuta, che voglia sperimentare ed approfondire la dimensione del colloquio e della terapia virtuale, possa far parte di un vasto e regolato gruppo di studiosi (una comunita' scientifica) e usufruire di uno specifico strumento, progettato e dedicato appositamente al servizio in questione.
Le chat che su Internet offrono lo scambio testuale e/o audiovisivo sono numerose e in continuo progresso tecnico. Accanto alle chat residenti sui vari siti si sono affiancati dei programmi specifici di messaggeria, i vari Messenger, capaci di offrire servizi tagliati su misura per particolari esigenze di comunita'. Attualmente e' proprio il programma di messaggeria istantanea con funzioni di chat, il Messenger, lo strumento che piu' si presta alla costruzione di un "ambiente" virtuale adeguato alle esigenze tecniche e psicologiche di una eventuale Consulenza o Terapia Virtuale.
La psicodiagnosi e la terapia virtuale attualmente non sono consentite ed esiste una delibera dell'Ordine Nazionale degli Psicologi in merito.
C'e' da valutare a fondo la possibilita' di usare la virtualita' come semplice estensione della realta', trasportando le prassi e teorie psicologiche conosciute, oppure c'e' la necessita' di definire le differenze tra virtualita' e realta e, con esse, di arrivare a tracciare mezzi, possibilita' e limiti di un intervento psicologico tramite la Relazione Virtuale.
Vi e' anche, in fondo, la costrizione a definire la distinzione tra Relazione Virtuale e Relazione Reale, e dunque riconoscere che lo studio della prima dimensione influisce anche sulla definizione della seconda.
Risulta evidente che ci siano differenze sostanziali tra la relazione virtuale e quella reale (prova ne sia il divieto ufficiale dell'attivita' della pratica psicoterapeutica virtuale), mentre e' molto piu' confusa e difficoltosa la definizione e l'approfondimento di tali differenze.
Un Messenger, appositamente studiato per questo processo di valutazione, potrebbe essere il laboratorio virtuale dove professionisti preparati si confrontano e lavorano per definire la particolarita' della relazione virtuale e le specifiche tecnico-teoriche che necessitano per poter assegnare il carattere di "ufficialita'" all'uso dello scambio virtuale per fini curativi o di consulenza.
Inoltre il Messenger sarebbe ovviamente anche lo strumento di contatto tra professionista e cliente, il cui disagio psicologo e l'eventuale trattamento virtuale costituiscono interesse e oggetto di studio.
In attesa di un permesso regolamentato di sperimentazione (con precisi limiti), credo sia possibile tracciare, idealmente, le linee guida di un prototipo di Messenger quale potrebbe essere utilizzato dalla comunita' scientifica o parte di essa (mi riferisco ad esempio ad una comunita' di sperimentatori della Relazione Virtuale opportunamente creata), nello studio e messa a punto delle tecniche e dei principi di una psicoterapia virtuale o di una consulenza psicologica virtuale.
Il Messenger di cui parleremo tra poco non esiste effettivamente, cosi' come non esiste un gruppo di studio ufficiale sulla psicoterapia virtuale, cui gli psicologi facciano riferimento per condividere le personali esperienze. Tuttavia i numerosi messenger gia' diffusi su Internet contengono gran parte delle funzioni che descriveremo e dunque sara' in definitiva un modo per sintetizzare in un unico strumento i vantaggi tecnologici che ho potuto riscontrare, sparsi tra le varie piattaforme che ho valutato, lungo le mie sperimentazioni degli ultimi anni.
Se mai dovesse costruirsi un Messenger dotato delle caratteristiche qui descritte o di altre ancora, sarebbe opportuno, a mio modesto avviso, che fosse uno strumento gratuito e accessibile per tutta la comunita' scientifica degli psicologi e psicoterapeuti che si vogliano dedicare a questo settore di studio, fermo restando il fatto - di per se' notevole - che in se' per se' qualsiasi strumento tecnico, per quanto innovativo complesso e potente, non sostituisce un necessario bagaglio di esperienze virtuali (esperienze effettive di chat e di relazioni virtuali), una dote naturale e predisposizione all'uso della scrittura e delle sue sfumature espressive, e un profondo e sincero interesse per questo tipo di comunicazione, dove la fisicita' e' spesso relegata in secondo piano, se non addirittura estromessa dal dialogo comunicativo diretto. Occorre che il terapeuta e il ricercatore che si apprestino a studiare la relazione virtuale, la comprendano a fondo vivendola in prima persona, proprio per migliorare la comprensione di quell'essenza che rende personaggi le persone e moltiplica i vantaggi della lettura delle sfumature e nell'accesso veloce a certe zone intime della mente, ma allo stesso tempo bisognera' che essi stessi non cadano vittima del mezzo che usano, divenendo pura dimensione virtuale chiusa (dipendenza) e finendo per sintetizzare regole o proporre tecniche che non hanno nessun riscontro con la fisicita' della realta', realta' cui dovra' tornare ad interagire la persona che eventualmente ha beneficiato di una consulenza o un trattamento virtuale.
L'idea teorica di una terapia o di una consulenza virtuale non deve dimenticare che trova il suo senso nella possibilita' di influenzare positivamente il comportamento reale, presente o futuro che sia.
Attualmente la maggior parte delle comunita' su Internet si sta dotando di questi messenger dedicati, in grado di unire gli iscritti e farli colloquiare.
Il messenger garantisce elenchi di "amicizie" all'interno della comunita', la lettura di news provenienti dalla comunita' stessa, lo scambio di brevi messaggi off-line e ovviamente il contatto in tempo reale, tramite "chiacchiere" in privato (a due) o in gruppo (Room). Vengono anche offerti giochi sia in condivisione (multiplayer) che in forma solitaria.
Un messenger ideato per lo studio e l'applicazione della terapia e consulenza virtuale deve anche prevedere l'uso dello stesso strumento quale mezzo di unione della comunita' di psicologi e psicoterapeuti. In questo senso tracceremo, preliminarmente e approssimativamente, un quadro dei collegamenti gestiti dal messenger non piu' e non solo nell'ottica della gestione e svolgimento esclusivo di una seduta di terapia virtuale, ma anche nella possibilita' dello scambio comunicativo tra colleghi psicologi all'interno della comunita' scientifica.
Prima di arrivare a parlare dei requisiti funzionali di base di un messenger utili per rendere altamente proficua una sessione virtuale di consulenza o terapia, sara' bene tracciare il background su cui il messenger dovrebbe lavorare. Piu' precisamente va ricordato che c'e' la necessita' di:
Ci disinteresseremo dell'estetica dello strumento e le immagini offerte nel presente lavoro serviranno esclusivamente a facilitare l'immaginazione di quanto descritto e rendere piu' comprensibile l'argomento ai colleghi psicologi che usano a malapena l'email.
Le applicazioni effettive, dal lato estetico al lato funzionale, possono essere diversissime e innmerevoli e dunque l'immagine va presa per quello che e': una semplice guida esplicativa.
Delineiamo subito la struttura generale dove si collocherebbe lo strumento messenger. Tutte le animazioni contenute in questo articolo richiedono il Flash Player e possono essere avviate con un semplice click sulla scritta "Avvia Animazione".
Animazione nr. 1
Come si puo' notare dall'animazione occorre innanzitutto radunare gli psicologi e psicoterapeuti interessati a formare la comunita' degli sperimentatori della Relazione Virtuale, senza costringerli a solitarie ricerche personali, impossibilitati all'effettiva condivisione e acquisizione di altri punti di vista o di altre procedure tecniche. A loro verra' concesso l'uso gratuito del messenger, nel senso che, iscrivendosi, faranno parte della comunita' che permette l'uso del messenger, sia per regolare al proprio interno l'afflusso e la discussione dei dati, sia per regolare il rapporto con l'esterno, con gli utenti e pazienti selezionati oggetto di sperimentazione (questi ultimi dovranno essere messi a conoscenza del carattere di sperimentazione di una terapia o consulenza virtuale), i quali saranno dotati, eventualmente, di una versione particolare del messenger, priva delle funzioni d'accesso alla comunita', che resta un luogo accessibile solo agli psicologi e psicoterapeuti iscritti.
L'obiettivo del periodo di sperimentazione e' quello di costruire il circolo dinamico evidenziato nell' Animazione 1: alla sperimentazione personale con il messenger in dotazione deve seguire una discussione e approfondimento all'interno della comunita', per poi avviare altre sperimentazioni in un circolo continuo, fino a quando non si sia arrivati ad un numero sufficiente di osservazioni e definizioni teorico-tecniche esportabili ufficialmente al di fuori della comunita' ristretta degli sperimentatori.
Dunque l'iscritto alla comunita' riceve copia di un messenger, le autorizzazioni per accedervi e una serie di tutorial per entrare nel mondo della comunicazione virtuale (se non ha esperienze).
Cosa dovrebbe permettere, in grosse linee, questo strumento? Da una parte dovra' regolare le sedute e le consulenze con l'utenza esterna alla comunita' (eccezion fatta per le supervisioni che si possono certo effettuare tutte all'interno della comunita'), dall'altra parte dovra' sostenere la possibilita' dello scambio delle informazioni tra colleghi e l'apprendimento delle varie tecniche proposte o sperimentate.
Cerchiamo di approfondire un poco questi due essenziali aspetti.
Il messenger permettera' innanzitutto di sostenere tecnicamente consulenze e sedute in Relazione Virtuale. Permettera' una qualche forma di archiviazione dei dati, la genesi di osservazioni e la formulazione di resoconti, nonche' le analisi personali, proposte di suggerimenti tecnici, ecc. e il loro possibile invio all'interno della comunita'.
Nel versante della comunita' dovra' esserci la possibilita' di acquisire i nuovi accorgimenti tecnici, resoconti, analisi, ecc. da parte di altri osservatori sperimentatori o di specifici operatori che si adopereranno al fine di rendere questi suggerimenti e materiali in una forma accessibile e collocabile in luoghi virtuali di riferimento (ad esempio il sito della comunita') e dunque discuterne in chat dedicate, private o pubbliche. Da qui, poi, la possibilita' di tornare alla sperimentazione con l'utente, arricchiti e arricchendo la comunita'.
Specifici psicologi, per esperienza e competenza piu' portati all'indagine sperimentale e al rigore teorico, cercheranno di trarre informazioni coerenti dai dati condivisi, concorderanno verso un certo tipo di sperimentazioni e tenteranno una sintesi teorico-pratica che, periodicamente, rilasceranno in forma "ufficiosa" all'interno della comunita', per ulteriori feed-back o verifiche.
Animazione nr. 2
Non c'e', allo stato attuale, un modello univoco o procedura unificata circa una possibile seduta virtuale o consulenza virtuale, e dunque in una prima fase della sperimentazione bisognera' giocoforza lasciare una certa liberta' di manovra agli sperimentatori (purche' all'interno della serieta' etica, deontologica e nel rispetto delle piu' affermate teorie e prassi della psicologia delle Relazioni Reali) e solo quando un numero elevato di osservatori avra' ridotto a pochi modelli, piu' o meno complessi ma ragionevolmente affidabili, tutte le proposte tecnico-teoriche della prima fase, allora si potra' marciare verso il tentativo di una validazione piu' approfondita e sostenibile scientificamente.
Escludendo l'email quale mezzo asincrono che poco rende, a mio avviso, il senso della relazione, e quindi molto comporta in termini di rischio di fraintendimenti e sbagli diagnostici, c'e' da definire quali caratteristiche funzionali possono essere inserite nel messenger per facilitare il compito dei colloqui virtuali, sia al fine di offrire una consulenza occasionale, sia al fine di dar vita ad una seduta virtuale, all'interno di un percorso terapeutico. Ovviamente saranno indicazioni di massima e tralasceremo i particolari tecnici.
Per ovviare alla molteplicita' di tecniche psicoterpeutiche, orientamenti teorici e preferenze degli osservatori sperimentatori, e' possibile offrire numerose opportunita' di comunicazione, lasciando piena liberta' di scelta circa l'uso di tali strumenti. Tradizionalmente ci sono orientamenti che suggeriscono uno stile passivo e neutrale del terapeuta, mentre altre ottiche impongono tecniche piu' attive e direttive. Per certi versi e' prevedibile che queste differenze permarranno anche a livello di virtualita', tuttavia e' auspicabile che lo strumento in uso, il messenger, sia potenzialmente in grado di soddisfare un po' tutte le possibili modalita'.
L'obiettivo massimo sarebbe quello di riuscire a trasportare l'intero contenuto dei messaggi provenienti dall'interlocutore lungo le vie del mezzo informatico e riuscire a recuperare dalla lettura la fedelta' delle sfumature sia verbali che non verbali. Questo e' un compito pressoche' proibitivo, ma tecnologicamente i programmatori di computer stanno operando degli sforzi notevoli per garantire in vari modi un passaggio ottimale di informazioni tra esseri umani in relazione virtuale e questo si aggiunge ai simboli convenzionali con cui gli utenti delle chat inviano i contenuti emotivi. A patto di fare un certo training di apprendimento alla virtualita' oggi e' possibile "imparare" il comportamento e il linguaggio della chat e, con l'ausilio di simboli grafici, di disegni animati, di suoni e altri dispositivi multimediali, e' possibile inviare messaggi che contengono una quota notevole di informazioni non verbali che si aggiungono al semplice contenuto testuale. Inoltre la webcam (dispositivo di cattura delle immagini e invio in tempo reale) e il microfono stanno rendendo sempre piu' completo lo scambio delle informazioni a distanza. Queste potenzialita' comunicative devono essere previste in uno strumento deputato allo scambio virtuale di tipo psicologico.
Partiamo dalla semplicita' dell'osservazione che qualsiasi scambio comunicativo virtuale ha bisogno almeno di una via per la visualizzazione del testo scritto: dunque avremo bisogno di un campo per l'invio e un campo per la lettura (Animazione nr. 3). Il contenuto testuale e' senz'altro essenziale. Una certa quota di considerazioni e valutazioni utilizzera' l'analisi del testo scritto. Dal significato che emerge attraverso il testo alcuni osservatori potranno comprendere, oltre alla storia del paziente e ai contenuti particolari, qualcosa di piu' della loro personalita' o delle eventuali psicopatologie. Inviando il testo in risposta, si potra' dar vita allo scambio. A questo livello sara' anche indicativo di informazione (in assenza di problemi tecnici) il ritmo degli invii del testo, le pause, la velocita' della scrittura, ecc. che sono tutte informazioni che possono combinarsi con le altre e aiutare il terapeuta nella comprensione dello stile, della personalita' dell'interlocutore e delle condizioni del momento (umore, tensione, ecc.).
Animazione nr. 3
Il testo scritto e' la base e molte chat offrono su internet esclusivamente questo canale di scambio. L'uso del solo testo scritto e' senz'altro insufficiente per una comprensione profonda delle informazioni. Al livello di comunicazione virtuale e' bene offrire al terapeuta alcuni ausili che puo' scegliere di adottare, secondo le proprie preferenze personali o su suggerimenti e indicazioni provenienti dalla comunita' (ad es. gruppi per esperimenti specifici). Aggiungiamo una alla volta le funzioni base di un prototipo di Messenger:
Animazione nr. 4
Animazione nr. 5
Animazione nr. 6
Animazione nr. 7
Animazione nr. 8
Animazione nr. 9
A queste funzioni generali si aggiunga l'uso del grassetto (Bold) per il testo, nel caso in cui si voglia dare maggior peso ad una parola o ad una frase e la funzione della regolazione della grandezza carattere, per favorire chi ha problemi di vista.
Archiviazione dei dati
Riguardo al salvataggio del colloquio o della seduta virtuale, c'e' da dire che attualmente non e' proponibile la conservazione della seduta
qualora si sia fatto uso di microfono o di webcam, poiche' a livello tecnico non e' ancora affidabile una procedura simile e nemmeno praticabile
per ragioni di quantita' di dati da registrare.
Quando invece il colloquio si e' mantenuto nella forma scritta (con o senza gli ausili delle notazioni emotive) allora e' possibile immaginare
due forme di salvataggio, una per il cliente, essenziale, e una per il terapeuta, la piu' completa possibile, che visto il carattere sperimentale
della terapia ha sicuramente bisogno di riprodurre la seduta in modo piu' fedele.
Prima di descrivere le due forme di salvataggio e archiviazione e' bene segnalare un'altra possibilita' tecnica che il terapeuta dovrebbe avere
a disposizione durante la seduta:
Sara' dunque necessario introdurre nel Messenger un ulteriore campo (campo note) che il terapeuta puo' utilizzare per appuntare alcuni frammenti
del testo delle sedute su cui si riserva di intervenire o riflettere off line, oppure in un secondo tempo della seduta in corso (Animazione nr. 10).
Tecnicamente e' pensabile che ci sia un campo di note, solo per il terapeuta, tale che l'inserimento e l'invio si trasformino in aggiunte al testo
della seduta, nel punto preciso relativo al momento in cui il terapeuta digita il testo di nota. Queste note non saranno visualizzate dall'interlocutore,
mentre il terapeuta le ritrovera' sia scorrendo il campo di testo della seduta, sia durante la riproduzione off line della seduta registrata.
Animazione nr. 10
A questo punto e' possibile descrivere le forme di registrazione della seduta. Il paziente/cliente avra' l'opportunita' di salvare sul proprio
computer la seduta trascritta in formato di testo, con l'aggiunta delle espressioni emotive. I simboli grafici (emoticons) utilizzati possono essere
rappresentati direttamente come immagini, e in questo caso il formato del file dovra' supportare il testo e le immagini (ad esempio nel formato HTML)
oppure si convertira' la seduta in formato testo (spesso nei messenger attuali viene usato il formato RTF) e in questo caso si potrebbe utilizzare
un carattere (font) che restituisce tramite icona la notazione emotiva utilizzata (ad esempio il carattere "caricature" offerto dal messenger "C6"),
oppure ci sara' bisogno di una procedura che converta l'immagine, usata durante il colloquio, in descrizione testuale. Ad esempio la faccina
sorridente diventerebbe un "[sorride]" in aggiunta al testo, nello stesso punto dove era stata inserita la faccina. Il paziente avrebbe
modo di rileggere la seduta e di riflettere sui contenuti emersi, utilizzando questo comodo ausilio per le elaborazioni tra una seduta e l'altra.
Il salvataggio potrebbe essere sia automatico alla fine di ogni seduta sia ad intervalli parziali (gestito dal Timer), che su richiesta manuale
del paziente.
Per il terapeuta, fermo restando la possibilita' di salvare il colloquio nella forma veloce ed essenziale gia' descritta per il paziente e stampabile, sarebbe opportuno offrire anche la possibilita' di ripetere la cadenza delle frasi, le pause, i ritmi, le informazioni circa i tempi di scrittura, di non scrittura e di invio. In tal modo e' garantita la ripetizione di certe sfumature, come le perplessita', l'impeto, lo stato umorale (apparente almeno), ecc. Per rendere possibile questo processo bisogna predisporre un sistema che registri durante la seduta, a tempo, lo scorrimento della seduta, provvedendo al salvataggio ad ogni evento che si generi, appuntando il tempo (tratto dal timer) della genesi di ogni evento. Cosi' offline il terapeuta potra' mandare il replay della seduta, che scorrera' esattamente con i ritmi e tempi effettivamente svoltisi in seduta, offrendo la lettura delle frasi, delle aggiunte, e delle notazioni, nello stesso modo e tempo con cui sono state digitate durante la seduta e sara' piu' fedele l'osservazione e la comprensione dell'evento (Animazione nr. 11).
E' pure possibile immaginare, risvolto interessante se ritenuto accettabile, che l'opzione di osservazione della lettura totale dei caratteri digitati dell'utente (cioe' quanto digitato anche se poi non inviato per cancellazione), sia nascosta durante la seduta (per non condizionare il terapeuta, che deve attenersi comunque a cio' che il paziente ha voluto inviare), ma visibile durante il replay, in modo che il terapeuta possa rendersi conto degli ulteriori pensieri che il paziente ha generato pur decidendo di non inviare.
In ogni caso il replay off line della seduta conterrebbe anche le notazioni personali del terapeuta, ancorate al testo della seduta.
Animazione nr. 11
Il Messenger come modulo di una suite
Anche se non strettamente necessario, il prodotto salvato di una seduta dovrebbe integrarsi con un programma preposto all'archiviazione della
seduta, alla rilettura dei replay di altre sedute, all'inserimento dei dati di un paziente, di un diario clinico, ecc. all'interno di un pacchetto
di programmi offerti opportunamente dalla comunita'. Non e' questo l'ambito per descrivere le caratteristiche generali di un programma di archiviazione
per dati di sedute e consulenze, ma bastera' dire che dovrebbe prevedere forme di archiviazione privata per il singolo professionista, dove i dati
del paziente vengono conservati in modo protetto, e allo stesso tempo dovrebbe permettere la genesi delle riflessioni e osservazioni, o descrizioni di dinamismi virtuali di una seduta o colloquio virtuale, tali da permettere l'interscambio e la costituzione di archivi consultabili da tutta la comunita' degli sperimentatori.
Il Messenger all'interno della comunita'
Off line il terapeuta dovrebbe trovare, nelle opzioni del messenger, quelle utility programmate per visualizzare le news scaricate dalla comunita', editare osservazioni e rispondere a questionari emessi dalla comunita'. On line dovrebbe avere l'opportunita' di inviare i propri contributi, contattare con quickmessage colleghi per avviare eventuali sessioni di chat generiche in room o in scambi privati. Le particolarita' tecniche offerte per le sedute e i colloqui descritte piu' sopra, pur restando a disposizione anche all'interno della comunita' per eventuali sedute di supervisione o terapie tra colleghi, dovrebbero essere distinte dal semplice uso dalla chat intesa come punto di ritrovo per chiacchiere tra colleghi. Il messenger potrebbe dunque riservare l'accesso alle funzioni semplici di chat (tra colleghi, per room o chat private, senza particolari ausili se non quelli generici per le notazioni emotive, audio video e scambio di file, con salvataggi tradizionali) e offrire un separato accesso alle funzioni di consulenza psicologica e seduta virtuale, con l'opportunita' della riproduzione completa dell'evento. Il messenger dovrebbe essere in grado di visualizzare menu, sezioni e sottosezioni del sito Internet di riferimento della comunita', in modo tale che sia possibile con un semplice click attivare le pagine su Internet dove sono dettagliatamente diffusi articoli, consigli tecnici, approfondimenti teorici, ecc.
Qualsiasi nuova implementazione di aggiornamenti, di nuove funzioni, di correzioni di errori o di malfunzionamenti potrebbe avvenire in modo automatico e uguale per tutti, in modo che tutti gli sperimentatori abbiano sempre uno strumento affidato e aggiornatissimo.
Questa assai generica presentazione di una comunita' virtuale di studiosi della Relazione Virtuale e del prototipo dello strumento operativo, il Messenger, necessario per una sperimentazione seria e controllata, dovrebbe, a mio avviso, vedere la sua nascita sotto le ali dell'ufficialita' e non come iniziativa personale di associazioni o di un gruppo di eroici pionieri, amanti di Internet e di Psicologia. L'investimento necessario per realizzare tecnicamente questo tipo di progetto, rappresentato in questo articolo solo come affresco, con le garanzie di efficacia e affidabilita' nonche' di protezione che necessita, richiede l'accordo sinergico dei vertici di chi governa le attivita' degli psicologi e di chi gestisce i fondi per la ricerca, poiche' solo costituendo una comunita' dedicata, aperta a tutti gli psicologi iscritti all'albo degli psicologi selezionati dalla comune volonta' di sperimentare scientificamente la Relazione Virtuale nel rispetto di certe norme, si potra' raggiungere nel miglior modo possibile accordi di base ampi e ben strutturati, sufficienti a generare i principi validi per l'autorizzazione, regolata, dell'attivita' psicologica e psicoterapeutica in ambito virtuale.
Regole di utilizzo