A cura di: Redazione
Italia. Il gioco d'azzardo tra gli adolescenti italiani è un fenomeno di cui si parla spesso, ma che rimane poco indagato nelle fasce d'età più giovani.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology nel 2025 dal nome "Parental correlates of adolescent gambling behavior: a study on 12-14 years old students in Italy" (Autori vari), offre un quadro più documentato: tra oltre 1.800 studenti italiani di 12-14 anni, oltre la metà ha dichiarato di aver giocato d'azzardo nell'ultimo anno.
Nello studio, il comportamento di gioco d'azzardo viene valutato chiedendo agli studenti se, negli ultimi 12 mesi, abbiano partecipato ad attività come gratta e vinci, lotterie, bingo, slot machine, scommesse sportive o su eventi, poker e altri giochi di carte.
L'indagine, condotta su ragazzi delle regioni Piemonte e Lazio, misura la diffusione del fenomeno e analizza il ruolo della famiglia, dei comportamenti dei genitori e delle caratteristiche personali degli adolescenti, individuando un insieme di correlazioni che aiutano a comprendere perché alcuni ragazzi inizino a giocare così presto.
Uno dei risultati dello studio riguarda la prevalenza del gioco d'azzardo: il 55,7% degli adolescenti intervistati ha riferito di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi.
Questo dato appare particolarmente rilevante perché supera le percentuali osservate in indagini su studenti più grandi, come quelle del progetto ESPAD*, che riportano tassi più bassi tra i 15-16enni e cioè del 32%.
Il dato suggerisce che l'ingresso nel mondo del gioco non è qualcosa che "arriva dopo", con il passaggio nell'età adolescenziale più avanzata, ma può iniziare molto precocemente.
Alcuni ragazzi riferiscono di aver giocato con i genitori oppure di aver ricevuto permessi espliciti o impliciti che hanno facilitato l'accesso al gioco.
Lo studio non si concentra solo sulle forme più complesse di gioco: include anche attività percepite come "innocue", come gratta e vinci o scommesse di lieve entità cioè con puntate molto basse.
Ciò contribuisce a spiegare perché cosìì tanti ragazzi dichiarino esperienze di gioco.
Il cuore dello studio riguarda il ruolo dei comportamenti genitoriali.
Le analisi statistiche mostrano che alcuni atteggiamenti e pratiche dentro la famiglia hanno una correlazione molto forte con la probabilità che un adolescente giochi.
In particolare, due elementi emergono in maniera chiara:
Anche in questo caso l'associazione è forte:
Lo studio si limita a osservare l'esistenza di queste correlazioni, ma i dati suggeriscono che un clima familiare in cui il gioco non è percepito come rischioso o problematico sembra facilitare l'ingresso precoce dei ragazzi nell'esperienza del gioco.
Altri fattori familiari correlati. Oltre ai due elementi principali, emergono anche:
Questi fattori non sono forti quanto i primi due, ma si inseriscono in un quadro complessivo in cui l'adolescente osserva e imita comportamenti che percepisce come accettabili nell'ambiente a lui vicino.
Gli autori esplorano anche alcune dimensioni personali che potrebbero funzionare da mediatori, cioè fattori che spiegano "come" il comportamento dei genitori influenzi quello dei figli.
Le analisi indicano tre mediatori significativi:
Altri fattori, come l'impulsività o la percezione del rischio, non sono risultati mediatori significativi nelle analisi.
La ricerca mette in evidenza un elemento cruciale: il comportamento dei genitori, più che gli aspetti individuali dell'adolescente, sembra avere un ruolo determinante nel modellare la propensione al gioco d'azzardo.
Il fatto che giocare con i genitori sia uno dei fattori più forti indica che la dimensione relazionale è centrale.
L'adolescente non impara solo osservando, ma attraverso la condivisione diretta dell'esperienza.
Allo stesso modo, la permissività contribuisce a costruire un ambiente in cui i confini appaiono sfumati e le attività di gioco vengono assimilate come parte normale della quotidianità.
Lo studio sottolinea anche i limiti della ricerca: trattandosi di dati cross-sezionali cioè misurati una sola volta e in solo momento, non è possibile stabilire relazioni causali.
Inoltre, il campione include solo due regioni italiane e scuole che hanno aderito volontariamente allo studio, elementi che possono influire sulla generalizzabilità dei risultati.
Nonostante ciò, i dati offrono uno spaccato su cui è possibile riflettere, soprattutto in ambito educativo, familiare e preventivo.
L'articolo «Il ruolo dei genitori nel gioco d'azzardo degli adolescenti italiani» è stato pubblicato nel N° 222 della Newsletter.
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