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Psicologia del lavoro: come formulare domande che centrino l'obiettivo se lavori in azienda?

A cura di: Dott.ssa Luisa Fossati

La tecnica della domanda

L'intervista è una tecnica importantissima quando si lavora in azienda perché è lo strumento principale con cui lavora un consulente. Questo perché l'intervista è strutturata prevalentemente da domande, strumenti di lavoro chiave nella vita professionale di uno psicologo.
Quando si parla di domande, ovviamente, l'attenzione va principalmente alla selezione del personale. Tuttavia, non è l'unico ambito in cui si fa ricorso alle domande. Infatti troviamo anche:

Porre domande può sembrare banale, ma è un'arte tutt'altro che semplice. La formulazione di una domanda, a seconda di come viene fatta, orienta in modo più o meno efficace il comportamento di risposta dell'altra persona.
Se in un colloquio di selezione chiedo, ad esempio "Mi parli di lei, quali sono le sue caratteristiche?", la persona può rispondere in tanti modi: può parlare della storia professionale, degli hobbies, delle sue caratteristiche personali in modo generico, specifico, delle cose che ama, ecc.
La domanda, di per sé, non è giusta o sbagliata, ma prima di costruire una domanda occorre sempre porsi, a propria volta, due domande:

  1. Qual è l'obiettivo della domanda?
  2. Quanto tempo ho per condurre il colloquio?

Se l'obiettivo della domanda è farmi un'idea generale della persona, la domanda posta in esempio può andare bene; tuttavia, se ho 30 minuti di tempo per capire se la persona è motivata a un certo tipo di lavoro, ha esperienza e sa lavorare in gruppo, il rischio è quello di aver posto una domanda generica che non centra l'obiettivo; e questo se ho poco tempo non va bene.

In azienda, in genere, si ha poco tempo e mi sento di dire che generalmente la formulazione di domande precise e concrete riveste un ruolo cruciale nei colloqui. Le domande generiche, personalmente, mi capita poco di usarle se non, talvolta, nei convenevoli in fase di apertura di un'intervista (Come va?). Nell'ambito delle interviste in azienda, la chiarezza nelle domande elimina possibili ambiguità, garantendo che i candidati comprendano chiaramente cosa viene richiesto.
Ciò facilita una risposta focalizzata e dettagliata, fornendo ai selezionatori una comprensione approfondita delle competenze delle esperienze e dei punti di vista dei partecipanti.

Le domande ben formulate sono in grado di concentrare l'attenzione sui dettagli rilevanti, permettendo ai candidati di fornire esempi specifici che dimostrano le loro abilità. Questo approccio consente ai selezionatori di valutare in modo accurato le competenze pratiche dei candidati, ottenendo informazioni più dettagliate e pertinaci per prendere decisioni informate sulla selezione del personale.

La chiarezza nelle domande contribuisce anche all'efficienza delle interviste di lavoro. Quando le domande sono specifiche, il tempo viene ottimizzato, evitando risposte prolisse o poco pertinenti. Questo è particolarmente importante nei contesti di selezione del personale, dove il tempo è spesso limitato e l'efficienza è cruciale per valutare numerosi candidati in maniera accurata.
Un ulteriore beneficio delle domande precise è la possibilità di ottenere dati affidabili e dettagliati. La formulazione chiara delle domande riduce il rischio di fraintendimenti o interpretazioni errate da parte dei partecipanti, garantendo che le risposte riflettano accuratamente le competenze e le esperienze di ognuno.

Infine, la formulazione di domande precise, crea un clima di intervista più chiaro e trasparente. Quando i partecipanti comprendono appieno cosa viene richiesto, si instaura un rapporto più solido tra intervistatori e intervistati, perché non scatta il pensiero "Perché me lo sta chiedendo?" che invece si presenta in caso di domande ambigue.

Domande chiuse e aperte

Iniziamo distinguendo diversi tipi di domande: chiuse e aperte.

Domande Chiuse: in genere iniziano con un verbo e sono pensate per ottenere una risposta sì/no.
Esempi:
Hai mai lavorato all'estero?
Sei stato coinvolto anche tu nella riorganizzazione dei ruoli del 2022?
Risposta attesa: Sì o no.

Le domande chiuse possono essere neutre o influenzate.

In sostanza, mentre una domanda chiusa neutra è formulata in modo più oggettivo senza suggerire una risposta specifica, una domanda chiusa influenzata contiene elementi che possono orientare o condizionare la risposta del partecipante. Le domande chiuse neutre sono spesso utilizzate per ottenere informazioni di base o di contesto senza influenzare la risposta, mentre le domande chiuse influenzate possono essere utilizzate per esplorare opinioni o valutazioni personali del candidato.
Le seconde, in teoria, dovrebbero essere usate il meno possibile perché, appunto, orientano la risposta della persona.

Domande Aperte: Iniziano con 'cosa', 'dove', 'come', 'chi', 'quando', 'quanto', 'perché'.
Hanno una finalità esplorativa.
Esempi:
Cosa la motiva di questo ruolo? Quale difficolta immagina di incontrare?
Utili per esplorare e approfondire il punto di vista della persona.
Anche le domande aperte possono essere neutre e influenzate.

Regole per la conduzione delle domande

Le regole sulla conduzione delle domande durante un'intervista sono fondamentali per garantire un processo efficace e rispettoso. Le regole chiave sono:

L'arte di porre domande efficaci richiede pratica e consapevolezza. Un colloquio ben condotto può fornire informazioni preziose per la selezione del personale, l'analisi del fabbisogno formativo e la valutazione del potenziale.
Saper costruire bene le domande, consente di creare un clima di fiducia e di ascolto, dando al partecipante la possibilità di sentirsi ascoltato, stimolato e osservato con attenzione.

4. Bibiografia
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L'articolo «Psicologia del lavoro: come formulare domande che centrino l'obiettivo se lavori in azienda?» è stato pubblicato nel N° 207 della Newsletter.

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