Professione ECM, Formazione Ordine, ENPAP
A cura di: Vincenzo
L'Italia è il paese delle leggi. Si dice ne esistono oltre 300 mila che a loro volta richiamano altre leggi per cui ci si perde in un coacervo di carte, vicoli e vicoletti che vanno ad abbuffare quella burocrazia che tanto male fa ad ognuno di noi.
Le regole dovrebbero essere poche e chiare ma invece nel nostro paese è l'opposto. Si creano montagne di associazioni dove si danno delle cariche accademiche che in fin dei conti non solo non risolvono assolutamente niente ma si aggiungono a quell'iter burocratico già impossibile da scalare.
Tempo fa ho letto sul giornale dell'ordine "La professione di psicologo" l'articolo del Presidente nazionale che metteva in luce di come sempre piu' pseudo professionisti sono sempre piu' legittimati a svolgere attività molto vicina a quella della psicologo. Ormai la mente è divenuto proprietà di tutti, basta girarsi intorno e guardare quante risorse vengono messe a disposizione di chi vuole trovare il giusto equilibrio psico-fisico.
La vicenda dei counselor ormai è di dominio pubblico e, autonomamente si formano questi professionisti i quali autonomamente hanno costituito degli albi di iscrizione. Dove finisce, in un colloquio, l'aspetto dello psicologo e inizia quello del counselor?
Queste associazioni liberamente fanno passi avanti senza crearsi il minimo problema, tutto è messo in mano ad un mercato dove anche parecchi psicologi fanno la loro parte nel fornire strumenti idonei. Purtroppo noi siamo rimasti un pochino indietro, ci siamo crogiolati in cariche, leggi, norme e quant'altro che hanno avvilito e bloccato la nostra professione. Personalmente credo che bisognerebbe uscire da questo ristagno proprio attraverso l'informazione capillare che psicologo non vuol dire solo "Parlare con la gente all'interno di un setting" ma tante altre cose.
La scuola di Psicoterapia, tra l'altro tutte private, come quelle dei counseling è da accorciare nei tempi. 4 anni sono troppi e le spese da sostenere (4,500 euro annui) sono altissime. L'esame di Stato è una farsa ed è anche gestito in modo non appropriato sia per quanto riguarda i tempi di attesa (dai 5 mesi agli 8 mesi) sia per cio' che concerne le prove. Mi riferisco in particolar modo al "Progetto" che non è insegnato in nessuna università di psicologia ma elemento che miete piu' vittime all'esame di Stato. E mentre i futuri psicologi stanno in attesa i counselor lavorano, tanto che parecchi laureati in psicologia fanno counseling.
Io sono d'accordo nel mantenere l'albo, sono d'accordo nel fare un tirocinio post laurea come Cristo comanda ma abolirei quei tre inutili temi che non possono essere un biglietto di ingresso nel mondo del lavoro. E' paradossale che dopo 40-42 esami uno si debba bloccare su tre temi valutati da una commissione che non conosce neanche l'iter accademico del candidato e che hanno una funzione altamente soggettiva specialmente nel "Progetto" che a dire di molti è spesso di difficile stesura giacchè oggi, come si sa c'è un progetto per qualsiasi cosa. Questo comporta sicuramente uno stallo nella professione che spesso perde, per strada, quei giovani riformatori.
Io spero che il nuovo parlamento metta mano a cio' perche nel 2013 non si puo' sottostare ancora a 5 persone che devono decidere se tu sei idoneo a fare o non lo psicologo in virtu' di tre temi che offuscono 5 anni di duro studio e 40-45 esami.

Dicono tutti anzi che veramente nella preparazione all'esame di stato hanno avuto le indicazioni
Medico dei pazzi! Hai detto l'indicibile!
stituzionale.
....comunque credetemi sono anni che devo spiegare, ad ogni nuovo paziente giovane o meno giovane che sia, la differenza tra psicologo e psichiatra e soprattutto sottolineare che i 'veri matti' raramente vanno dallo psicologo in quanto i loro comportamenti sono egosintonici e quindi non si percepiscono 'matti' e che invece cercare/iniziare/sostenere un percorso tarapeutico è sintomatico di una 'salute mentale/normalità' propria delle persone "più sane/nevrotiche"....tutto questo per "normalizzare" il mio agire professionale, restituire possibilità di cambiamento, prevenire etichette e/o patenti di malato....



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Non credo che siccome esitano delle persone che aggirano la legge per crearsi una professione, sia corretto che anche lo psicologo salti passaggi indispensabili per la sua formazione. Ritengo che L'eds sia l'unico momento in cui lo psicologo laureato sia costretto ad effettuare un resume mentale di tutti i contenuti studiati, avendo accesso tra l'altro (solo in quella fase) agli strumenti diagnostici e clinici, lo studio del caso, la formulazione di ipotesi diagnostiche. A tutt'oggi l'esame di stato a parer mio, se svolto in modo corretto è l'unico modo per acquisire un minimo di conoscenze necessarie poi a fare il lavoro di psicologo. Differente è la situazione di chi decide di passare alla scuola di psicoterapia, per cui la laurea è solo un piccolo passaggio, in attesa dell'estenuante e dispendiosissimo tour de force delle scuole. Tra l'altro il nuovo ordinamento ha frazionato esami in due tre moduli, creando confusione e moltissima, sottolineo moltissima ignoranza. Crearne ulteriore sarebbe veramente pericoloso.