A cura di: Alessandro Grandini
Ho l'impressione che si perda sempre di più la dimensione umana della relazione.
In contesti cittadini caotici, in contesti rurali sempre più anonimi, immersi in vite frenetiche ci si dimentica un po' che siamo circondati da persone. Noi stessi psicologi la utilizziamo in maniera 'strumentale'; in un'ottica costruttivista la realtà personale è frutto della interpretazione, della capacità di scoprire e sfruttare le affordances che il mondo ci mette a disposizione, e solitamente la maggior parte delle affordances che cogliamo negli altri nostri simili sono limitazioni, ostacoli, fastidi.
E se provassimo a partire dal singolo a cambiare le cose? Con un piccolo gesto, un sorriso gratuito al giorno ad una persona qualsiasi che non conosciamo, con cui incrociamo lo sguardo casualmente per la strada. Non si tratta di girare con un sorriso isterico stampato sulla faccia, e neanche di un ritorno alla filosofia hippie, ma più semplicemente di riabituarsi ad essere ciò che siamo, esseri umani e relazionali..e di allenarci a regalarci, e a regalare si spera, pochi secondi di umanità gratuita.
Sono rimasto colpito dalla quantità di risposte differenti ad un semplice sorriso, dall'indifferenza, allo scetticismo, alla curiosità..la potenza di un semplice sorriso come strumento relazionale è impressionante!
Ed inoltre, quale miglior strumento per una sana 'psicoterapia' quotidiana personale verso la ricerca del benessere dell'allenamento all'umanità?
L'articolo «Un sorriso in più al giorno: per una 'psicoterapia' quotidiana» è stato pubblicato nel N° 94 della Newsletter.
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