A cura di: Isabella
Buongiorno
sono una psicologa della provincia di Pordenone e volevo condividere con voi la mia esperienza.
A novembre sono stata contattata da un asilo nido per svolgere un ciclo di osservazioni sui bambini e sulle educatrici. Ho trovato una situazione
un pò particolare in quanto la coordinatrice dimostrava atteggiamenti molto autoritari e un pò aggressivi, sia nei confronti dei
bambini che delle sue educatrici. Per di più queste educatrici cambiano di continuo con riprovazione dei genitori stessi che non vedono
garantita la continuità. Dopo aver manifestato le mie impressioni alla coordinatrice mi sono resa conto che lei non l'ha presa bene (ho
spiegato ad es. che non doveva usare l'ironia con i bambini perchè non è compresa e nemmeno metterli in punizione per tempi troppo
lunghi) e ha iniziato ad isolarmi. Sono riuscita a svolgere i colloqui con i genitori solo con la sua presenza e per di più non ho potuto
consegnare le mie schede di osservazione sullo sviluppo socio emozionale dei bambini perchè lei sosteneva che "erano in disaccordo con
quanto diceva lei ai genitori".
Poi tramite sms mi ha fatto sapere che non serviva più che venissi in asilo e mancava ancora un colloquio con un genitore...
Ma ora mi chiedo: lo psicologo non dovrebbe essere autonomo nello svolgimento del suo lavoro? Come posso tutelarmi da questi atteggiamenti di
prepotenza che sviliscono il nostro lavoro?
Per di più questa persona è molto instabile caratterialmente e a mio avviso non è adatta a svolgere quella mansione!
Spero mi aiutiate a fare chiarezza!
)
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