A cura di: F.
Le resistenze hanno mille volti uno di questi è la tirchieria intesa come attaccamento certamente al denaro ma anche al "sintomo".
Non di rado tra i motivi che apparentemente (l'avverbio e il dubbio che sottende sono doverosi...) incidono sulla scelta di rivolgersi a un
terapeuta troneggia la questione denaro.
Salvo casi particolari (che anche oggi in tempo di crisi, restano comunque limitati) chi in genere dice di non potersi permettere la terapia
è sì indigente ma psichicamente e non economicamente...
Si possono spendere fior fior di quattrini nella cura di sé, cioè dell'immagine del corpo (palestra, cosmetici, massaggi,
ritocchini vari), ma magari spendere per lavorare sulla struttura che sottende l'immagine è considerato molto dispendioso.
Per non parlare di quello che si può spendere per andare dal santone di turno che ci illumina il cammino sgravandoci dalla
responsabilità di provvedere a noi stessi, di prendere la nostra vita nella nostre mani, dandoci tutte le risposte giuste e realizzando
gli incantesimi per una vita perfetta.
E' vero che lavorare su di sé, dal di dentro, è dispendioso, è faticoso ed è anche doloroso in alcuni passaggi (come lo è la vita). Richiede impegno (tempo, denaro), regolarità (andare settimanalmente o più), disponibilità (a conoscersi e ad accettare anche gli aspetti meno gradevoli di sé e della realtà), insomma non è certo piacevole come un massaggio rilassante, o una balsamica magia, ma il piacere (ovvero la capacità di provarlo nelle varie declinazioni) è una delle mete a cui la psicoterapia tende e non ciò che offre, se così fosse bisognerebbe stare molto attenti!
E' vero che lavorare sulla propria salute, sul proprio benessere psicologico, costa, ma qual è il prezzo che paghiamo nel non farlo? Cosa costa di più? Lavorare su di sé per se stessi, investendo sul cambiamento, oppure ristagnare nell'immobilità del disagio a volte travestito da pseudo cambiamento ossia camaleonticamente adesivi all'altro di turno (un maestro, un partner, un collega, un amico etc...) ne assumiamo le sembianze o prendiamo la forma che l'altro vuole darci??
Cosa pesa di più sul piatto della bilancia della "salute psichica": truccare, ri-toccare il disagio... o affrontarlo, elaboralo, superarlo?
Il lavoro su di sé è un investimento che, come tutti gli investimenti, prima di fruttare richiede un costo, ma cosa c'è di più importante della nostra salute, del nostro benessere, per realizzare la nostra vita e viverla al pieno di ciò che può offrire e di ciò che possiamo quindi coglierne?
Fare economia sul proprio ben-essere, sul proprio stare bene, davvero paga nel tempo?
Quale la vostra opinione?
F.
Regole di utilizzo