A cura di: Redazione
Italia. La commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità il Testo Unificato delle risoluzioni
sulla salute mentale, documento che contiene 13 punti di impegno attraverso i quali viene chiesto al Governo italiano di supportare le persone
affette da tali problematiche e tutte le iniziative volte a garantire l'effettiva tutela della loro salute.
Nato dalla fusione di 3 risoluzioni presentate dai deputati Giuditta Pini (Partito Democratico), Francesca Troiano (Movimento 5 Stelle) e Teresa
Bellucci (Fratelli d'Italia), il Testo Unificato è stato pubblicato sul sito web della Camera il 6 Novembre 2019.
Il documento si apre con una lunga premessa, attraverso la quale viene illustrata l'attuale situazione in Italia dal punto di vista della
salute mentale, fornendo alcune informazioni sul numero di individui affetti da determinate problematiche, sottolineando i vantaggi portati
dalle leggi che hanno modificato il settore nel corso del tempo, parlando delle strutture specializzate che hanno sostituito i vecchi ospedali
psichiatrici (noti anche come "manicomi").
Prima di illustrare i 13 punti d'impegno, riportiamo di seguito un sunto di questa premessa.
Stando all'ultimo rapporto del Ministero della Salute - afferma il documento - in Italia ci sarebbero circa 851.189 persone affette da
problemi di salute mentale (dati del 2017), gran parte delle quali di età compresa tra 45 e 54 anni.
La Società Italiana di Psichiatria, durante la Giornata Mondiale della Psicologia del 2018, ha mostrato come negli ultimi 10 anni ci sia
stato un aumento del 20% dei casi di depressione soprattutto tra i ragazzi. Molti giovani di età compresa tra i 12 ed i 25 anni si dichiarano
- secondo dati Istat - insoddisfatti della propria vita, delle relazioni instaurate con amici e familiari e della propria salute.
Per far fronte alle loro difficoltà emotive, sono aumentate negli ultimi anni le ricerche su patologie come ansia, depressione, disturbi
dello sviluppo e del comportamento alimentare, dipendenze da sostanze, da gioco d'azzardo ed anche tecnologiche. Prevenzione e diagnosi precoce,
infatti, sono strumenti sempre più importanti per contrastare queste problematiche, soprattutto se utilizzati durante le prime fasi della
vita di un bambino e durante l'adolescenza. Per questo - dichiarano le autrici della risoluzione - potrebbe essere particolarmente utile avere
assistenza psicologica anche lì dove i ragazzi passano gran parte del proprio tempo, ovvero nelle scuole, in modo tale da dar vita ad
interventi mirati per prevenire e correggere eventuali disturbi psichici durante le fasi più delicate della loro crescita.
Il problema della salute mentale risulta poi particolarmente sentito nelle carceri, all'interno delle quali si assiste anche a fenomeni di radicalizzazione: a questo proposito, il testo unificato riporta come esempio quello dei casi di violenza contro le donne, dove i colpevoli spesso non sono capaci di rendersi conto della gravità delle loro azioni ed anzi accusano le vittime di essere la causa della propria "ingiusta" incarcerazione.
Dal punto di vista legislativo, molto importante è stata per il nostro Paese l'introduzione della "Legge Basaglia" (Legge n. 180 del
13 Maggio 1978), definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come "uno dei pochi eventi innovativi nel campo della psichiatria
su scala mondiale". Grazie a questa legge è stata avviata una vera e propria riforma della psichiatria ed è stato superato
il paradigma "malattia mentale uguale pericolosità sociale". Si è assistito, quindi, alla trasformazione dei trattamenti sanitari
obbligatori e alla preferenza per servizi e presìdi sociosanitari extraospedalieri di prevenzione, cura e riabilitazione per favorire
l'inclusione sociale dei pazienti.
Si è arrivati, così, alla chiusura dei vecchi ospedali psichiatrici/manicomi, strutture che, nell'arco di un ventennio, sono
state sostituite da Centri di Salute Mentale (CSM), Centri Diurni (CD)* e di Servizi Psichiatrici
di Diagnosi e Cura (SPDC)*.
Il Sistema Sanitario Nazionale ha quindi dato vita nel corso del tempo ad una rete di servizi per la salute mentale strutturata, una realtà
in grado di garantire assistenza ad oltre 800.000 persone grazie al lavoro di circa 40.000 operatori.
Tuttavia, si riscontrano ancora sul territorio nazionale difficoltà e differenze, dovute prevalentemente ad un'applicazione disomogenea
tra le varie regioni e a risorse destinate alla salute mentale insufficienti. Per esempio, vi è una continua diminuzione dei posti letto
nei reparti specializzati di neuropsichiatria infantile, così come i Dipartimenti di Salute Mentale ed anche i Centri di salute mentale
dislocati nelle regioni stanno via via diminuendo a causa di fenomeni di accorpamento di più aree territoriali.
Numerosi problemi si riscontrano anche per l'applicazione del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio): sul territorio nazionale, infatti, si
sono verificati anche casi di morte del paziente mentre veniva eseguito questo tipo di trattamento.
Le leggi n. 9 del 17 febbraio 2012 e n. 81 del 30 maggio 2014 hanno fatto sì che fossero chiusi in Italia i sei Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) ancora attivi. Al loro posto hanno preso forma le Rems (Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza) e soprattutto si è cominciato a pensare a percorsi di cura e riabilitazione individuali con misure di sicurezza non detentive. Si registrano, però, numerose differenze tra le singole regioni: in alcuni casi, infatti, permangono delle strutture che sembrano piccole carceri, all'interno delle quali viene ancora applicato il regolamento penitenziario.
Alla luce di quanto riscontrato, è quindi importante superare tutte le criticità presenti nel settore della salute mentale, in
modo particolare assicurare a quanti sono affetti da determinati disturbi trattamenti uniformi sull'intero territorio nazionale, dando vita ad
interventi che abbiano come obiettivo principale la tutela della salute mentale e che si pongano in continuità con la Legge Basaglia.
Proprio per questo, le istituzioni devono ascoltare e dialogare con coloro che ogni giorno hanno a che fare con problemi di questo tipo, dunque
sia con i pazienti stessi che con le loro famiglie e con gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale.
Al fine di superare le difficoltà riscontrate e poter garantire un'effettiva tutela della Salute mentale per le oltre 800.000 persone che ne sono affette in Italia, quindi, la risoluzione chiede al Governo di rispettare i 13 punti di impegno che illustriamo qui di seguito.
I 13 punti della risoluzione impegnano il Governo italiano a:
L'articolo «Salute Mentale: la Camera approva la Risoluzione» è stato pubblicato nel N° 162 della Newsletter.
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