Evolutiva Psicoanalisi Psicodiagnosi Test
A cura di: Dott.ssa Valentina Zappa
Questo test è stato ideato dallo studioso svizzero Emil Jucker, ma la sua elaborazione è stata attuata dallo Psicologo tedesco Karl Koch, il quale pubblicò il suo manuale "Il test dell'albero" nel 1949.
Koch sosteneva che l'immagine dell'albero richiamasse l'immagine della persona umana e, così, eventuali disarmonie nel disegno potevano simboleggiare disagi nel suo esecutore.
Secondo Emanuel F. Hammer (1958) - autore americano di un'opera sul significato proiettivo del disegno - l'albero, in quanto elemento naturale e "vivente", permetteva di proiettare sentimenti e aspetti inconsci della personalità, evitando le inibizioni che si sarebbero potute presentare nel dover disegnare "una figura umana".
Pur essendo un test somministrabile a persone di diverse fasce di età, l'uso è più frequente con i bambini, poiché essi disegnano "ciò che sanno" piuttosto che "ciò che vedono" e attraverso il disegno si possono raggiungere gli stadi più profondi, proibiti e inaccettabili del loro essere. Inoltre, i test grafici sono gli strumenti più utili per rilevare traumi emotivi e difficoltà in un'età ancora non totalmente verbalizzata.
Al bambino viene presentato un foglio di carta e una matita a punta piuttosto morbida, con la consegna: "Disegna un albero da frutto come meglio puoi, puoi usare tutto il foglio".
Si chiede specificatamente di un albero "da frutto", perché implica la richiesta di un disegno più articolato e permette quindi una buona proiezione della personalità.
Ad esempio, l'inserimento di più dettagli (come ad esempio fiori e frutti nella chioma) può essere indice di una maggior socievolezza
e apertura verso il mondo esterno, così come un albero privo di particolari potrebbe indicare una sorta di scoraggiamento.
Ovviamente, queste sono solo ipotesi che andranno poi constatate e valutate nel corso dell'interpretazione.
Come per tutti i test grafici, anche per il test dell'albero, l'interpretazione deve prendere in considerazione tre diversi livelli: il livello grafico, il livello formale e il livello di contenuto.
Innanzitutto, bisogna distinguere nel tratto l'ampiezza e l'intensità:
Un altro elemento da prendere in considerazione è la zona della pagina in cui il bambino concentra il proprio disegno:
Riguarda l'adeguatezza e la rispondenza delle figure.
Dai 3 ai 7 anni risulta normale disegnare, per esempio, il fusto a un solo tratto, rami a un solo tratto o orizzontali, alberi a forma di croce,
stereotipie o con una certa mancanza di coordinazione.
Se questo capita nelle persone con un'età maggiore, però, potrebbe essere indice di aspetti problematici come regressioni o
ritardi psichici.
I rami collocati nella parte inferiore del fusto, invece, si potrebbero trovare anche nel disegno di adolescenti e indicherebbero una situazione
affettiva disarmonica.
Questo livello prevede due fasi: la visione globale dell'albero e il soffermarsi sulle specifiche parti dello stesso.
Innanzitutto bisogna osservare il verso in cui il bambino dispone il foglio sul tavolo.
Se dispone il foglio in orizzontale, si sottintende un rapporto significativo con la figura materna; se lo dispone in verticale, si presuppone
che abbia un rapporto privilegiato con la figura paterna.
La visione dell'albero nella sua globalità permette di capire ciò che esso comunica, ossia l'equilibrio o la non armonia
di chi lo disegna.
Ad esempio, un albero piuttosto piccolo può essere sinonimo di introversione, così come uno grande può esserlo di estroversione
o desiderio di evasione.
Non si tratta di cercare la patologia sempre e comunque al minimo segno di originalità o diversità, né di lasciarsi ingannare da alberi eccessivamente equilibrati e proporzionati perché in realtà potrebbero celare staticità e immobilismo.
Dopo questa prima interpretazione, si può passare a distinguere le parti di cui si compone l'albero, ognuna delle quali è associata a un significato preciso.
1. Radici: parti nascoste dell'albero attraverso cui esso viene nutrito, rappresentano l'inconscio.
2. Tronco e rami: scheletro dell'albero, rappresentano l'Io, la forza di base della personalità che può essere forte, debole o traumatizzata.
Se il tronco è:
Eventuali irregolarità, protuberanze o nodi sul tronco si possono ricondurre a esperienze di traumi; se esse compaiono nella parte destra del fusto, il bambino potrebbe essere turbato dalle persone che lo circondano o dall'ambiente, mentre se si trovano nella parte sinistra, può trattarsi di un conflitto intimo appartenente al passato.
Le incisioni (ossia rientranze, buchi o scoloriture sul tronco) sono molto rare ed evidenziano sensi di colpa. A volte, il tronco può essere completamente annerito, ciò è più frequente nell'infanzia (età prescolare), sottintendendo il bisogno di apparire, di essere al centro dell'attenzione.
Per quanto riguarda i rami, essi possono:
3. La chioma: ornamento dell'albero, rappresenta la capacità relazionale con l'ambiente. Essa può essere illustrata:
A volte, spontaneamente, la persona esaminata decora l'albero a proprio piacimento inserendo tra la chioma:
Il Neurologo e Psichiatra fiorentino Giulio Gaffuri ha studiato accuratamente questo reattivo e ha osservato determinati comportamenti come l'orientamento sul foglio, le dimensioni, la composizione dell'albero e il tempo impiegato nell'esecuzione del disegno, per la diagnosi di alcune patologie.
Dai suoi studi è emerso che persone con schizofrenia collocherebbero l'albero nella parte sinistra del foglio, producendo un arbusto destrutturato, senza nemmeno la linea del terreno da cui dovrebbe originare il suo "Io".
La parte destra sarebbe invece privilegiata dai catatonici (destra inferiore) con l'illustrazione di un albero molto minuto e con pochi dettagli.
Sempre la parte destra, ma superiore, sarebbe quella maggiormente impiegata da individui paranoidi, i quali tendono a disegnare alberi esageratamente
grandi.
Il "disegno dell'albero", molto semplice da somministrare e rapido da interpretare, è un ottimo modo per facilitare nella persona
esaminata l'espressione di contenuti emotivamente difficili, per diminuire l'ansia e scavare "dolcemente" nell'inconscio.
Esso però è da considerarsi come strumento coadiuvante che basa l'interpretazione sulla teoria psicanalitica e non pretende di
essere assolutamente esatto.
Proprio per questo, sarebbe consigliabile affiancare al test del disegno dell'albero:
L'accostamento di questi tre test permette di avere una visione più variegata dei rapporti che la persona ha con se stessa e con l'ambiente circostante, ma sarebbe opportuno completare il quadro globale con la somministrazione di altri test quali, ad esempio:
Durante l'esecuzione del test, solitamente accolto in maniera favorevole dai bambini, il professionista deve comprendere il loro stato d'animo.
Se la persona esaminata non appare serena, ma ansiosa compiendo movimenti ripetitivi, esprimendo rigidità o bloccandosi, è compito
dello Psicologo instaurare un rapporto di fiducia, oltre che creare un ambiente rassicurante e protettivo che permetta al bambino di accettare
il sostegno, procedendo poi con il disegno.
Evolutiva Psicoanalisi Psicodiagnosi Test
L'articolo «Recensione test: Il Disegno dell'Albero» è stato pubblicato nel N° 114 della Newsletter.
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