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FaD

La formazione a distanza

A cura di: Dott.ssa Anna Fata

La Formazione a Distanza (FaD) ha oltre un secolo di storia. Nello specifico, si possono distinguere tre generazioni:

Ancora oggi la Formazione a Distanza viene vista con una certa diffidenza o, comunque, tende ad essere considerata una forma di didattica 'di serie B', rispetto a quella tradizionale.
Questa prospettiva, pero', non tiene conto in modo adeguato del fatto che la FaD e, nella fattispecie, la formazione in rete, di terza generazione, differisce sostanzialmente dalla didattica tradizionale, faccia a faccia, al punto che risulta, per certi versi azzardato un confronto con essa.
Inoltre, le due forme di insegnamento non si escludono necessariamente a vicenda, ma possono trovare una proficua integrazione, che puo' dare luogo ad un modello di educazione innovativo, in cui vengono privilegiati: la formazione della conoscenza come processo ricorsivo, mai concluso, che puo' essere continuamente arricchito, modificato, ampliato, oltre che come processo collaborativo, in cui ogni discente puo' fornire il suo apporto, in cui vengono valorizzati i contributi dei singoli, la cooperazione per un obiettivo comune, la possibilita' di un percorso di formazione che risponda alle esigenze individuali, sia a livello di contenuto, sia di tempi di fruizione.

Per poter far comprendere i vantaggi che la FaD offre, e' necessario non solo fornire dei materiali di elevata qualita' ed un supporto tecnologicamente avanzato ed efficiente, ma anche diffondere una vera e propria cultura dell'e-learning. Per fare cio', si stanno creando delle figure professionali, i mediatori della formazione, in grado di indirizzare in modo corretto gli interessati verso il corso che maggiormente risponde alle loro esigenze. Spesso, infatti, non solo i potenziali discenti sono scarsamente preparati nella ricerca, selezione e scelta del corso piu' adeguato nel loro caso, ma, a volte, gli stessi siti che erogano formazione non sono esaurienti nel presentare le loro offerte.

Nonostante gli innegabili vantaggi che la FaD puo' offrire, essa non si puo' certamente considerare come la 'panacea per tutti i mali': non tutti i contenuti sono adatti per essere affrontati in un corso a distanza, cosi' come, in alcune circostanze, puo' diventare un approccio palesemente anti-economico, soprattutto nel caso di un numero ridotto di allievi. Allo stesso modo, non tutti gli allievi sono indicati per un corso interamente a distanza: i soggetti che possono trarre i benefici maggiori sono, per lo piu', adulti, adeguatamente motivati, con conoscenze pregresse ed un certo expertise, relativi a quanto insegnato.

D'altra parte, l'alternanza di momenti di formazione a distanza con quelli tradizionali, faccia a faccia, all'interno di un corso puo' costituire un valore aggiunto per la formazione, nel suo complesso, che va ben oltre la somma dei vantaggi derivanti dai singoli approcci.
In Italia, attualmente, tale modello viene applicato in modo abbastanza diffuso in corsi organizzati da alcune universita'. In genere, sono previsti tre incontri in presenza: uno all'inizio, uno a meta' ed uno all'avvio dell'ultima fase del corso. Questo consente di conoscere i docenti ed i tutor, oltre che di familiarizzare con i compagni e di approfondire le relazioni gia' in parte instaurate online, indispensabili per raggiungere gli obiettivi pratici prestabiliti del corso che, solitamente, devono essere conseguiti lavorando in piccoli gruppi.

Nell'ambito di tale processo la figura del tutor riveste un ruolo fondamentale. Come afferma Rogers, non e' possibile insegnare, ma solo facilitare l'apprendimento; si apprende solo cio' che viene percepito rilevante per la propria crescita, all'interno di un ambiente in cui vige un clima di fiducia e di ridotta minaccia per il se'. Il tutor, quindi, deve essere in grado di sostenere il discente non solo trasmettendo le risorse materiali, ma anche offrendo al discente un appoggio psicologico ed emotivo costante, il cosiddetto 'scaffolding'. Da cio' si deduce l'importanza del fattore umano anche, e soprattutto, nella formazione in rete. Sbaglia, quindi, chi pensa che la rete veicoli una forma di apprendimento fredda, distante, scarsamente interattiva, anzi, e' verosimile poter afferrare esattamente il contrario.

La rete, inoltre, offre la possibilita' di entrare anche in contatto con i maggiori esperti della materia che si sta studiando e porre loro dei quesiti: questa condizione e' difficilmente attuabile in una lezione tradizionale, in presenza di centinaia di ascoltatori, sia per l'elevato numero dei partecipanti, sia per la possibile difficolta' emotiva che puo' sorgere in alcuni nel porre un quesito di fronte ad vasto pubblico, che per iscritto verrebbe, almeno in buona parte, meno.

Il valore delle interazioni interpersonali si puo' notare anche tra i singoli partecipanti, tra i quali si viene ad instaurare un vero e proprio 'peer tutoring', cioe' una forma di assistenza e di sostegno da parte di coloro che hanno maggiori competenze ed expertise.

Attualmente, in modo particolare nella realta' italiana, si possono prospettare alcune urgenze da affrontare per utilizzare al meglio le opportunita' che la formazione in rete offre:

Quanto affermato finora prelude a nuove importanti ricadute sul piano lavorativo, aprendo le porte a nuove figure professionali che, secondo recenti stime, saranno sempre piu' richieste in futuro.

Negli Usa, nel 1998, oltre il 50% della spesa per la formazione in aziende pubbliche e private e' stato destinato ad esperienze formative basate sulle nuove tecnologie. In questo senso, sembra che ci siano buone prospettive anche per il mercato del lavoro italiano.

E' verosimile pensare che saranno sempre piu' richieste le seguenti figure professionali:

Attualmente, la richiesta da parte del mercato del lavoro di tali figure professionali risulta cosi' elevata che il gap tra domanda e offerta e' ben lontano dall'essere colmato.
In genere, si tratta di professionisti che lavorano in stretta sinergia tra loro, all'interno di strutture private, pubbliche, universitarie, della ricerca, della formazione, della progettazione.

Si prevede che le aziende italiane, cosi' come, in parte, e' gia' avvenuto in alcune realta' oltreoceano, saranno sempre piu' propense ad investire nella formazione a distanza, in quanto, oltre a comportare minori costi, nel lungo periodo, rispetto a quella faccia a faccia, responsabilizza maggiormente il dipendente, gli consente di scegliere un percorso formativo piu' consono alle sue esigenze professionali, con un'immediata ricaduta lavorativa di quanto appreso, di aggiornare il proprio curriculum, a seconda delle sue necessita' e dei suoi interessi, in base a modi e tempi da lui stabiliti, creando, cosi', un percorso individualizzato di apprendimento, che lo vede protagonista attivo in prima persona in tale processo.

Bibliografia
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