Disturbi di personalità Evolutiva
A cura di: Dott.ssa Valentina Zappa
Quando si parla di abuso verso i bambini, in genere si pensa a comportamenti di incuria, abbandono, denutrizione, ecc, ma in realtà
può essere considerato un abuso anche "l'eccesso di cura", noto oggi come "Sindrome di Münchhausen per procura (SMP)".
Essa è una forma di maltrattamento che deriva dalla troppa sollecitudine, resa possibile solo in una cultura in cui l'assistenza medica
è particolarmente sviluppata.
Questa sindrome prende il nome dal Barone di Münchhausen, soldato a fianco dei Russi contro i Turchi che visse nel '700, il quale era conosciuto per il ricorso all'esagerazione e alla menzogna. Il termine "Sindrome di Münchhausen" è stato utilizzato per la prima volta nel 1951 dall'endocrinologo ed ematologo inglese Richard Asher (1912-1969) per descrivere quelle persone che si rivolgono insistentemente e inutilmente ai medici per inesistenti disturbi, fino a riportare conseguenze dannose a causa dei continui accertamenti.
Il termine "Sindrome di Münchhausen per procura", invece, è stato utilizzato per la prima volta nel 1977 dal pediatra inglese Roy Meadow (nato nel 1933), indicando quei genitori che inventano o procurano sintomi ai propri figli per poi esporli ad accertamenti, esami, interventi che finiscono per danneggiarli e, in casi estremi, ucciderli (9-22%), solo per il fine di attirare l'attenzione su di sé e godere del supporto, dell'affetto che la gente rivolge loro a causa dei problemi del proprio figlio.
Mentre il DSM III-R contemplava solo la "Sindrome di Münchhausen", il DSM IV ha introdotto il SMP, per cui la caratteristica essenziale
è "la produzione deliberata o la simulazione di segni o sintomi fisici e/o psichici in un'altra persona che è affidata alle
cure del soggetto".
Tipicamente la vittima è un bambino piccolo (in genere entro i 5 anni) e nel 90% dei casi l'autore, o meglio autrice, è la madre.
Esse appaiono totalmente lontane dall'immagine di madre maltrattante, anzi, sembrano premurose, ansiose per la salute dei propri figli, molto
collaboranti e grate verso i medici, il che incoraggia questi ultimi ad approfondire sempre più le cause di tali sintomi. La figura del
padre, generalmente, è marginale; egli solitamente è assente o per lo più passivo alla vita familiare.
Inoltre, negli studi effettuati nel corso degli anni, raramente sono risultate soffrire di un disturbo di tipo psicotico (compromissione nella
comprensione della realtà, presenza di deliri e allucinazioni, totale assenza di "problem solving") si tratta per lo più di Disturbo
di Personalità (Istrionico, Borderline, Passivo-Aggressivo o Paranoide)1, oltre alla possibilità, piuttosto marcata,
di essere state loro stesse vittime di abusi nell'infanzia, da parte di familiari.
(È importante distinguere queste madri da quelle che hanno di recente perso un figlio per malattia o sindrome da morte infantile improvvisa
- SIDS2 -, che sono giustamente giustificate ad essere ansiose verso gli altri figli e condurli spesso da medici o presso ospedali).
Il modo in cui si manifesta tale Sindrome è molto variabile; ad esempio, in alcuni casi, il genitore può arrivare a fare
false accuse di abuso fisico e/o sessuale subito dal proprio figlio provocando nel bambino la sofferenza di dover subire interrogatori dettagliati,
l'indottrinamento da parte della propria madre su cosa rispondere e il sentirsi ingiustamente accusato, scatenando sentimenti di vergogna/colpa.
A volte può essere la madre stessa ad alterare i risultati delle analisi del proprio figlio, contaminando ad esempio campioni di urina con
veleni, diserbanti o altre sostanze tossiche e, in certi casi, questa "strategia" viene utilizzata per ottenere qualcosa dal coniuge, ovvero per
cercare di ripristinare la relazione coniugale a spese del proprio figlio.
I disordini comportamentali di tali bambini sono risultati simili a quelli dei coetanei sottoposti ad altre forme di abuso.
L'incessante ricorso ad accertamenti, cure, interventi, o addirittura, la diretta somministrazione di sostanze dannose può procurare
danni fisici, portando a volte fino alla morte. Ma così come le conseguenze fisiche, anche quelle psicologiche non sono inferiori; questi
bambini presentano una notevole difficoltà di concentrazione, problemi comportamentali a scuola (la maggior parte pratica l'abbandono scolastico)
e a casa, tendenza al furto, disturbi dell'apprendimento, difficoltà nel linguaggio, enuresi notturna, incubi, problemi emotivi. Spesso appaiono
come molto timidi e paurosi, a tratti aggressivi e con relazioni simbiotiche con le proprie madri.
Poiché la diagnosi di tale disturbo è particolarmente difficoltosa, combinando insieme i criteri di numerosi medici e psicologi, sono risultati i seguenti segnali che potrebbero indurre il dubbio di avere a che fare con la SMP:
Quando sorge il dubbio di poter essere in presenza della Sindrome di Münchhausen per procura, sarebbe opportuno:
Se il dubbio continua ad essere fomentato, è importante che al momento del ricovero del bambino, non avvengano contaminazioni o alterazioni
da parte della madre di dati, cartelle o liquidi da sottoporre ad analisi.
Occorrerebbe trovare il modo di allontanare per certi periodi la madre per verificare se in sua assenza i sintomi nel figlio permangono o svaniscono,
rimuovendo tutto ciò che avrebbe potuto manipolare, come fazzoletti, giocattoli, dentifricio, ecc.
Una volta raggiunta la certezza circa il maltrattamento, non è semplice gestire la "scoperta" con il genitore: alcune ammetteranno,
altre negheranno l'evidenza e altre ancora potrebbero arrivare a tentare il suicidio. Per questo è molto importante la figura dello psicologo,
che possa dare sostegno alla donna, facendole capire di non volerla condannare, ma aiutare.
Purtroppo, sebbene nel corso degli anni sia stata tentata la psicoterapia, in realtà gli esiti sono stati deludenti.
Nei casi meno gravi, l'approccio migliore sarebbe la terapia familiare (con la presenza di un pediatra), anche se più idonea per le madri
in cerca di attenzioni e supporto, molto meno per quelle affette da disturbi della personalità.
Ovviamente, per i casi più gravi è indispensabile la segnalazione ai servizi sociali e all'autorità giudiziaria per valutare
la necessità di un allontanamento del bambino dal nucleo familiare.
Molto spesso i medici che hanno a che fare con tali madri preferiscono chiarire la situazione direttamente con il genitore, considerandolo in buona
fede e senza volontà di causare danni al proprio figlio; in realtà, però, i soggetti affetti da SMP sono abili simulatori
e manipolatori, capaci di solleticare il narcisismo del medico e indurlo, quindi, a non accettare il fatto di essere stato "preso in giro".
Di particolare interesse è il fatto che le vittime spesso finiscono per immedesimarsi nel ruolo di malate per avere accettazione e affetto
da parte della madre e, nel caso di adolescenti, possono finire per sviluppare esse stesse una Sindrome di Münchhausen.
Come per l'abuso fisico in famiglia, anche la la SMP è infatti multigenerazionale e il bambino vittima avrà più probabilità
di diventare un adulto con Sindrome di Münchhausen. Proprio per questo motivo, è indispensabile un sostegno psicologico al minore
per poter superare questa esperienza al meglio e non far sì che vada a condizionare il suo futuro.
Disturbi di personalità Evolutiva
L'articolo «Psicologia e Abuso sui Minori: La Sindrome di Münchhausen per Procura (SMP)» è stato pubblicato nel N° 136 della Newsletter.
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